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AMOR FA L'UOMO CIECO 341
Mendico, abbandonato

Sol per una ragazza,
Bellina1 sì, ma troppo vana e pazza.
Chi mi conoscerebbe? Oh, voglia il Cielo
Ch’io non sia conosciuto!
Ho fatto un tal intacco,
Che, se mi scopre la Giustizia, io sono
Per lo meno appiccato. Almen crepasse
Quell’avido mio zio, che inutilmente
Un tesoro conserva! Ah, ch’io frattanto
Perdo il tempo qui invano, e i sbirri, oh Dio!
Van me forse cercando. E dove mai,
Dove addrizzarmi posso,
Misero me! se non ho un soldo addosso?
Livietta. Olà, paggio, vien qui, prendi: codesta
È una dobla di Spagna;
Vanne dal pasticcier: di’ che mi mande
Due preziose vivande;
Poichè questa mattina
Viene a pranzo con me la Contessina.
Cardone. (Povere doble mie!)
Livietta.   Fermati; e questi
Due zecchini ti do, perchè tu compri
Di Borgogna e Toccai2 qualche bottiglia,
E il resto cioccolato3 con vainiglia.
Cardone. (Ed io muoio da fame). Olà, Mingone,
Ferma; non mi conosci? Io son Cardone.
Livietta. Stelle, che vedo mai! Così pezzente,
Così sporco Cardone? Agli occhi miei
Quello tu non rassembri, e quel non sei.
Cardone. Ah, purtroppo son quello. Ah tu, Livietta,
Deh non mi abbandonar! Vedi in qual stato
Son ridotto per te?

  1. Ed. genovese: graziosa.
  2. Così nel testo.
  3. Ed. genovese: cioccolata.