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LA BOTTEGA DA CAFFÈ 243

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Pazientar più no posso,

Me par d*aver cento demoni adosso.
Dorilla. La sua bestialità mi rende noia.
Colle donne civili
Non si deve parlar in guisa tal.
Zanetto. Mi no so de civil o criminal.
Qua semo soli, e vogio...nota
Maledetta fortuna, ecco un imbrogionota.

SCENA VII.

Narciso mascherato, e detti.

Dorilla. (Sia ringraziato il Cielo).

Zanetto.   (In che maniera
M’hoggio da contegnir?)
Dorilla.8 (Chi mai sarà
Questa maschera ardita?)
Zanetto. (Far el bravo vorria, ma gh’ò paura).
Narciso. (Oe, non abbiè spavento,
Perchè mi son Narciso). (piano a Dorilla
Dorilla.   (Oh che contento!)
Zanetto. (Ma questo mo xe troppo;
Noi posso sopportar). Oe, siora maschera,
La prego in cortesia, la daga liogo.
Sta camera da ziogo
Xe per mi reservada;
Vôi star con libertà, la vôi serrada.
Narciso. (Ride.
Zanetto. Come, paron, la ride?
Orsù, la vaga a far i fatti soi;

  1. Nelle vecchie stampe: voggio, e poi I imbroggio.
  2. Nelle edizioni del Settecento, precedenti all’ed. Zatta, c’è a questo punto una didascalia: Vien Narciso mascherato.