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LA BOTTEGA DA CAFFÈ 231
Dorilla. E mi crede cotanto

Indiscreta e incivil, ch’io non Faccetti?
Zanetto. Mi gh’aveva timor... ma se son degno
De tanto onor, la toga; so per altro,
Che questo monumento
Non è proporzionato al suo splendore.
Dorilla. Io non apprezzo il don, ma il donatore.
Zanetto.
  Anderemo, se ghe piase,
  Al teatro tutti do.
Narciso.   (Che dolori, oimei, oimei!)
Dorilla. v Volentieri venirò,
  Ma vorrei...
Zanetto.   Disè su, caro bel viso.
Dorilla.   Che venisse ancor Narciso.
Narciso.   (Via, respiro).
Zanetto.   Manco mal;
  Ti ne porterà el feral1.
Narciso.   A Narciso dal Caffè
  Se ghe fa sta esibizion?
Dorilla.   Che vergogna!
Narciso.   Cospetton!
Zanetto.   Xestu matto?
Narciso.   Cospetton!
Zanetto.   Eh via, tasi.
Narciso.   Cospetton!
De vegnirghe no me importa.
Dorilla.   Io lo voglio.
Zanetto.   Ti è paron de palco e porta.
  Orsù via, la staga zitta.
Dorilla.   Nel palchetto
  Vuò ch’egli abbia la man dritta.
Zanetto.   Questo è troppo.
Narciso.   Coss’è stà?

  1. Fanale. Il significato è chiaro.