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182 PARTE SECONDA
Dì giovani, di saggie e di prudenti.

Ranocchio. Piano, piano, di grazia.
Di prudenti? ah ah, siete pur tondo!
Melinda. Perchè, perchè?
Ranocchio.   Ve ne son poche al mondo.
Melinda. E pur ne’ dì passati
Una ne maritai così prudente,
Che per non dar incomodo al marito,
Si fa servir da un cavalier compito.
Ranocchio. Che prudenza gentil! Ma voi al certo
Farete gran denari.
Melinda.   Oh v’ingannate;
Appena, appena vivo.
Ranocchio.   E pur si fanno
Cotanti matrimoni!
Melinda.   È vero, è vero,
Ma non sono i sensali oggi in concetto.
Da certe donnicciuole
S’usurpa il nostro lucro, il modo facile
Delle conversazion, dei balli e giuochi,
Oggi con pulizia
Fa i matrimoni senza sensaria.
Ranocchio. Oh cosa mi narrate! Io che non pratico,
A una tal novità rimango estatico.
Melinda. Siete voi ammogliato?
Ranocchio.   Il fui pur troppo.
Melinda. Ed or?
Ranocchio.   Fatt’ho divorzio.
Melinda. Perchè?
Ranocchio.   Perchè la mia cara consorte
Volea per carità darmi la morte.
Melinda. Dunque libero siete?
Ranocchio.   Signor sì,
Ma sono stanco ormai di star così.
Melinda. Volete maritarvi?