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LA DALMATINA 37
Alì che in mezzo al mare uso è a portar la guerra.

Farà tremar col brando anche i nemici in terra. (parte

SCENA II.

Canadir, Argenide, Cosimina, Marmut, Schiavi e Soldati, come sopra.

Marmut. Va pur dove ti pare, stroppia, trafiggi e spacca:

Or che ho fatto il negozio, non me n’importa un’acca.
(I Soldati conducono via i1 Schiavi
Aspettate un momento, forti guerrieri e bravi;
Voglio, se il permettete, parlar con questi schiavi.
(accennando Canadir, Argenide e Cosimina
Perchè se ritrovare il comprator poss’io,
Posso far l’interesse dei predatori, e il mio.
Dimmi, vecchio, chi sei?
Canadir.   Son io greco mercante.
Canadir è il mio nome, e la mia patria è il Zante.
Questa che qui tu miri, Argenide s’appella,
Figlia mia sventurata.
Marmut.   E chi è quest’altra bella?
Canadir. Giovin che con mia figlia avea grado servile.
Cosimina. Serva per accidente, ma di estrazion civile.
Marmut. Si conosce all’aspetto la stirpe veterana,
Chi sa che non ti riesca di diventar sultana!
Cosimina. Davver, se a tal fortuna a caso io mi conduco,
Per il tuo vaticinio ti faccio fare eunuco.
Argenide. Eh, lasciamo gli scherzi; ora ti sembra questa
D’aver le tue sciocchezze nel labbro e nella testa?
(a Cosimina
Dimmi tu che mi sembri uomo di qualche affare,
Hai di Lisauro il nome inteso a pronunciare? (a Marmut

  1. Edd. Guibert e Zatta: gli.