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GLI AMORI DI ALESSANDRO 155
Salvasi con la fuga; e se la sorte

Non si cangia per lui, preda è di morte.
Statira. Misero genitor! Niso, deh! vieni;
Della pugna che rechi?
Niso.   I due nemici
Si affrontaro a pugnar. Dell’un, dell’altro,
Prove diè di valor la mano esperta,
E pende ancora la vittoria incerta.
Statira. Ah! chi può prestar fede
Al vostro vaneggiar? L’uno sostiene
Perdente il genitore,
L’altro il fa vincitore, e Niso in dubbio
Vuol d’entrambi il destin. Se non avete
Fondamento miglior, stolti, tacete. (parte
Lisimaco. Dice a te. (a Policrate
Policrate.   Con te parla. (a Lisimaco
Niso.   A me rassembra
Che sian le voci sue
Giustamente rivolte ad ambidue. (parte
Policrate. Se Alessandro per anco
Vinto non è, vinto sarà, lo giuro. (parte
Lisimaco. Vincer deve Alessandro, io son sicuro. (parte


Fine dell’Atto Quarto.