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298 ATTO SECONDO
Elisa.   Posso sperarvi, o caro

Nell’amarmi costante?
D. Giovanni.   Un’altra volta
Giurerò, se bramate1.
Elisa.   Ite felice,
Anch’io vi seguirò.
D. Giovanni.   Ma non sì tosto,
Sicchè altrui se n’avvegga. (Invano speri
Rivedermi mai più). Mia cara, addio. (parte

SCENA VII.

Elisa e Carino.

Carino. (Occhi miei, che vedeste! Ah, che far deggio!)

Elisa. (E se poi m’ingannasse? Al suo Carino
Tornerà questo cuore. Ad ogni evento.
Vo’ d’un amante assicurarmi almeno).
Carino. (Oh nera infedeltà! Voglio l’infida
Rimproverar: vo’ abbandonar l’indegna).
Elisa. (È cavalier; non mentirà).
Carino.   Sì tarda
Ritornare ti veggio?
Elisa.   Odi, Carino.
La candida cervetta a me sì cara
Belar intesi: a lei corsi tremante...
Qualche mal dubitai non le avvenisse.
Carino. Dimmi: stato sarebbe un daino forse,
Che ti avesse belando a sè invitato?
Elisa. Damma quivi non giunse.
Carino.   Eppur mi parve
Teco veder un animal, che cerva
Certamente non era.

  1. Altre edizioni: Se il bramate.