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buon carattere di mio consorte.... la credo onesta.... la credo innocente.... Resti pure ch’ io ne sono contenta, (dissimulando)

Zelinda. Lodato il cielo. Vi ringrazio di cuore, e vi prometto tutta l’attenzione e il rispetto.... Sento gente. Sarebbe mai il mio Lindoro?... (Ah no, è quell’importuno di don Flaminio). (da sè)

SCENA XVII.

Don Flaminio e detti.

Flaminio. Deh caro padre....

Roberto. Temerario ! ardisci ancora comparirmi dinanzi ?

Flaminio. Vi domando perdono. So che non lo merito, ma siete troppo buono per negarlo ad un figlio ch’ è di cuore pentito, e che vi giura di non disgustarvi per l’avvenire.

Roberto. Vedi tu questa giovane ? (accennando Zelinda)

Flaminio. La veggo, la rispetto, la stimo, e vi prometto di non molestarla mai più.

Roberto. Se così è, ti perdono.

Zelinda. Oh quante consolazioni per me ! ma quando verrà la maggiore? Quando verrà il mio caro.... Ecco Fabrizio. Oh cieli ! non vi è Lindoro.

SCENA XVIll.

Fabrizio, // Caporale e detti.

Fabrizio. Ecco qui il caporale che ha arrestato Lindoro. (a don Roberto)

Zelinda. Oh Dio ! cos’ è di lui ? Dov’ è ? non lo vedo. Perchè non viene ? (a Fabrizio)

Fabrizio. Aspettate un momento, e lo vedrete.

Zelinda. Lo vedrò ? (con allegrezza)

Fabrizio. Lo vedrete.

Zelinda. Oh cieli ! non vedo r ora.

Roberto. Ebbene, signor caporale ?