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Flaminio. Non hai avuto coraggio di difenderti in (accia sua ?)

Fabrizio. Perchè donna Eleonora non mi ha dato il tempo di farlo.

Flaminio. Tu sei un perfido, tu m’ inganni.

Fabrizio. Siete in errore, signore, ve l’ assicuro. Vi darò prove della mia fedeltà. Sapete voi dove sia Zelinda ?

Flaminio. No, non lo so. (serioso)

Fabrizio. (Questo è quello che mi dispiace.) (da sè)

Flaminio. (Scopriamo un poco l’intenzion di costui), (da sè) Perchè mi domandi tu, se io so dove sia Zelinda ?

Fabrizio. Perchè ora sarebbe il tempo di guadagnarla.

Flaminio. Per chi?

Fabrizio. Per voi.

Flaminio. Per me, o per te ? (con sdegno)

Fabrizio. Per voi, ve l’ assicuro, per voi. Io non ci penso, e non ci ho pensato mai. Se anche avessi qualche inclinazione per lei, credete ch’ io non capisca ch’ ella è vana della pre- tesa sua nobiltà, e che non avrei in concambio che dei di- sprezzi ? Io le ho parlato per conto vostro, ed ella ha inter- pretato male i miei detti. Ha preso gli elogi per dichiarazione d’ amore, e le mie attenzioni civili per effetti di attaccamento. Mi dispiace che non si sa ove sia, altrimenti vi farei toccar con mano la verità.

Flaminio. Non si sa dove sia, ma si può sapere, (placidamente)

Fabrizio. Per saperlo, basterebbe rilevare dov’ è Lindoro.

Flaminio. E che si potrebbe sperar da lui ?

Fabrizio. Potrebbe darsi che fossero insieme, e se non lo sono ancora, mi darebbe l’ animo di ricavare da lui...

Flaminio. E credi tu che Lindoro si lascierebbe indurre a sco- prirlo ?

Fabrizio. Ne son sicuro.

Flaminio. Ed io ti replico che t’ inganni. Ho parlato io stesso a Lindoro, l’ ho lusingato, l’ ho minacciato ; è stato inutile, non vuol parlare.

Fabrizio. Eh cospetto di bacco ! Se gli parlo io, scommetto che mi dà r animo di farlo parlare.