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Costanza. (Addio). (a Roberto, piano)

Roberto. (Addio). (a Costanza, piano)

Pandolfo. e bene ? Non venite ? (a Costanza, voltandosi)

Costanza. Mi avea scordato il mio fazzoletto. (a Pandolfo) (Tutti si salutano. ’Pandolfo e Costanza partono)

SCENA V.

Roberto, Leandro, Agapito e Servitori.

Agapito. E bene, signor Roberto, è andato bene l’affare?

Roberto. Perfettamente. Grazie all’ amico Leandro, e grazie al sonno del signor Pandolfo, abbiamo accomodate le cose nostre assai bene.

Leandro. Così scherzando, volete dire che i miei versi hanno fatto i mezzani.

Roberto. Oh dolcissimi versi ! oh caro amico ! oh giorno per me felice ! vi ringrazio, signor Agapito, ringraziate il signor Got- tardo. Son fuor di me dalla contentezza. (parte)

SCENA VI.

Leandro, Agapito e Servitori.

Leandro. Fate per me, vi prego, lo stesso uffìzio al signor Got- tardo. , (ad Agapito)

Agapito. Sarà servita. E stata contenta del pranzo ?

Leandro. Contentissimo. Non si può far meglio. Si vede che il signor Gottardo è di buon gusto, ed è generoso.

Agapito. Sì certo, egli è un uomo generosissimo.

Leandro. Vi riverisco, signor Agapito. (parte)

Agapito. Servitor suo.