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286 ATTO TERZO

Lindoro. Perchè mia moglie è gelosa. (con allegria)

Zelinda. E mio marito è geloso. (con allegria)

Fabrizio. Buon pro’ vi faccia. Senza invidia; buon pro’ vi faccia. (parte)

Avvocato. Andiamo a sottoscrivere, e fate nota nel taccuino, che di tutto il bene, che di tutta la consolazione che provate, avete l’obbligo alla maledettissima gelosia.

Zelinda. Signore, non v’è difetto che non possa avere la sua origine dalla virtù; e non v’è virtù che non possa degenerare in vizio. Avete veduti gli amori di Zelinda e Lindoro, a questi son nate le gelosie di Lindoro, e dalla correzione di Lindoro sono provenute le inquietudini di Zelinda. Amori felici, gelosie gradite, inquietudini fortunate. Signori miei gentilissimi, noi v’abbiamo rappresentato un poema in tre parti diviso. Permettetemi ch’ora vi presenti e vi sveli l’allegoria1 Gli amori di Zelinda e Lindoro rappresentano il rispettoso amor nostro verso di voi e il generoso amor vostro verso di noi. La gelosia di Lindoro spiega la gelosia con cui riguardiamo la vostra benigna predilezione. E le inquietudini di Zelinda sono le inquietudini nostre e dell’autore delle tre commedie, temendo di non meritare il vostro umilissimo compatimento. Consolateci dunque con qualche segno d’aggradimento e ripeteremo ad alta voce, ed a pieno coro: AMORI FELICI! GELOSIE GRADITE! INQUIETUDINI FORTUNATE.

Fine della Commedia.


  1. Nell’ed. Zatta e in altre è stampato, con errore evidente: allegria.