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LE INQUIETUDINI DI ZELINDA 283

Zelinda. Oh veramente capisco ora che faccio una cosa che non posso fare senza licenza di mio marito. (ironico)

Lindoro. Ma che idea è questa? A qual fine? Perchè?

Zelinda. Per me non me ne ho più da servire.

Lindoro. Avete risoluto d’allontanarvi?

Zelinda. Oh sì, costantemente.

Lindoro. D’abbandonarmi?

Zelinda. Risolutissima.

Lindoro. Sicuro?

Zelinda. Assolutissimamente.

Lindoro. Aspettate. (risoluto in atto di partire)

Zelinda. Pretendereste voi d’impedirmi?...

Lindoro. No, ma aspettate. (pateticamente e parte)

SCENA XX.
Zelinda e poi Lindoro.

Zelinda. Che mai ha egli intenzione di voler fare? Oh cieli! non vorrei che per causa mia... Ma se non mi ama, non v’è dubbio che si disperi. (seguita a mettere qualche cosa in baule)

Lindoro. (in rodengotto, cappello e bastone) Volete dunque partire?

Zelinda. E voi, che avete intenzione di fare? (agitata)

Lindoro. Voi da una parte, io dall’altra. Voi lontana, io non so dove. Voi rinunziate l’eredità, io abbandono ogni bene. Perduta voi, ho perduto tutto.nota Non mi curo di vivere, molto meno mi curo della fortuna. È deciso per voi, è deciso per me. Non ho coraggio di vedervi partire. Vi precedo, vi lascio, vado a penare, vado a morire. Addio, Zelinda. Addio. (in atto di partire)

Zelinda. (Corre a fermarlo per un braccio, poi gli dice pateticamente, guardandolo bene in faccia) Fermatevi.

Lindoro. Perchè avete animo d’abbandonarmi? (guardandola teneramente)

Zelinda. (Lo guarda teneramente, e sospira senza parlare.)

Lindoro. Ditemi, o cara, ditemi almeno il perchè. (dolcemente)