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donna Eleonora rinunzierà O a/ benefizio del testamento rispello agli alimenti, alla casa, alla servitù, ed ai venti scudi al mese di che si trova incaricato V erede. Ed il signor don Fla- minio in ricompensa di ciò promette ecc. spontaneamente ecc. a titolo di ricognizione, pagar per una volta tanto alla si- gnora donna Eleonora, oltre la sua dote, la somma di dieci mila scudi in danaro contante.

Avvocato. Cosa dicono ? Sono di ciò contenti ?

Flaminio. Per me contentissimo.

Avvocato. E la signora donna Eleonora?

Eleonora. Cosa dice il signor Pandolfo ?

Filiberto. Io credo, che chi ha un poco di ragione in capo...

Pandolfo. Perdoni, signore ; ella ci vorrebbe trovare delle diffi- coltà, ed io dico che la proposizione è onesta, e l’accomoda- mento non può essere più awantaggioso. (verso don Filiberlo)

Filiberto. Io non ho mai sognato di dire diversamente.

Eleonora. Dieci mila scudi ? Non mi scontento.

Avvocato. Leggiamo l’ articolo che risguarda ^^^ il signor Lin- doro e la moglie.

Lindoro. Ma se non vi è Zelinda...

Avvocato. Quando verrà, lo rileggeremo. Favorisca, (al Notaio)

Notaro. Secondo. // signor Lìndoro, per nome suo e della si- gnora Zelinda sua moglie, rinunzierà al benefizio della sosti- tuzione all’ eredità del fu signor don Roberto, in caso che il signor don Flaminio si maritasse contro la mente del testa- tore, ed il signor don Flaminio, in ricompensa di tale rinunzia fatta in di lui avvantaggio, promette ecc. spontaneamente ecc. pagar a titolo di ricognizione ai suddetti jugali la somma di quindici mila scudi in danaro contante.

Avvocato. Cosa dicono lor signori ? (a don Flaminio e Lindoro)

Flaminio. Per me l’ approvo, e ne son contento.

Avvocato. E voi, signore? (a Lindoro)

Lindoro. Non ho niente in contrario, ma vorrei che ci fosse Zelinda. (I) Exl. dì Bologna: rinonzierà. (2) Ed. di Bologna ed altre ristampe: riguarda.