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Flaminio, e dirgli che quanto prima mi darò l’onore di riverirlo in persona. (a Lindoro, e parte)

Barbara. Salutatelo ancora da parte mia; e ditegli che quando può, si lasci vedere. (a Lindoro, e parte)

SCENA IX.

ToGNiNA, Lindoro e Fabrizio.

Lindoro. Vado subito... (vuol liberarsi e non può)

Tognina. Aspettate. (tenendolo)

Lindoro. Vi prego lasciarmi andare.

Tognina. Un momento. Sentite, (sempre tenendolo per mano) Fatemi il piacere di riverire la signora Zelinda, ditele che non vedo r ora di vederla, che mi voglia bene, e che saremo, se si degnerà, buone amiche e compagne.

Lindoro. Si, cara signora Tognina, glielo dirò.

SCENA X.

Zelinda e detti.

Zelinda. (Entra e resta indietro sorpresa-)

Tognina. E staremo allegri ; staremo allegri, ve l’ assicuro. (stringendogli la mano per amicizia)

Zelinda. (Fa un atto di disperazione non veduta, senza dir niente.)

Lindoro. Così desidero, e così spero.

Tognina. E Fabrizio sarà contento ; non è egli vero ?

Fabrizio. Contentissimo... Oh ecco la signora Zelinda.

Lindoro. (Si Ubera da Tognina e le corre incontro per abbracciarla) Gioia mia, siete qui ? (vuol abbracciarla)

Zelinda. (Lo rispinge con violenza senza dir niente.)

Lindoro. Come ? mi discacciate da voi ?

Tognina. Poverino ! cosa v’ ha fatto ?

Fabrizio. (Che sia gelosa essa pure ?) (da sè)

Zelinda. (Bisogna fingere, vi vuol coraggio), (da sè) Sì, sono in collera con voi. (a Lindoro)

Lindoro. Ma perchè?