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pito, sono a segno, ho capito ogni cosa. Scherza, giubila, O ride, mette in ridicolo la mia passione. Mi carica di finezze affettate, di tenerezze studiate, e conclude che va dove vuole, e ch’ io vada dove mi pare. Era questo il tempo di lasciarmi qui neir afflizione in cui sono ? Fingere di vedermi rasserenata, e di partire contento ? Ho capito tutto. Va a rivedere la cameriera... A me, a me. Tempo, testa, e condotta. Se me n’accorgo, se vengo in chiaro della verità... Il mio partito è preso, e la mia risoluzione è fissata. [parte Fine dell’Atto Secondo. (1) Ed. Zatta: giubbila.