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SCENA XIX.

Don Roberto e Lindoro.

Lindoro. Giuro al cielo... (battendo i piedi)

Roberto. Venite con me. (a Lindoro placidamente)

Lindoro. Come, signore...

Roberto. Venite meco, vi dico. (con forza)

Lindoro. Non v’è più rimedio, signore ; son risoluto, voglio partire assolutamente.

Roberto. Sì partirete, ma venite con me.

Lindoro. Dove ? Perchè ? Qual intenzione avete sopra di me ? (con sdegno)

Roberto. Ho ricevuto una lettera di vostro padre. (sdegnoso)

Lindoro. Di mio padre? (si addolcisce un poco)

Roberto. Sì, l’ho ricevuta in questo momento.

Lindoro. Oh cielo ! buone nuove, signore ? (placidamente, ma con ansietà)

Roberto. Migliori di quelle che meritate.

Lindoro. Ah, vi domando scusa, vi domando perdono.

Roberto. Ragazzaccio imprudente ! Venite dunque con me. (parte)

Lindoro. Ah sì, sono diventato una bestia, una furia, un demonio. In qual misero stato riduce la gelosia ! Fine dell’ Atto Secondo.