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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/93



Pasqua. Lucietta! (didentro)

Orsetta. Chiò (a), vara. (si batte nel gomito)

Lucietta. Va al turo (b). (s,- ritira)

Orsetta. Povera sporca (e)! Con chi credistu aver da fare? Mi sì che me mariderò; ma tì? No ti troverà nissun che te voggia. Uh! quel povero desgrazià che te voleva, el stava fresco; el giera conzà co le ceolette (d). Noi te voi più, ve’ (e). Titta Nane, no ve’, noi te voi più, ve’.

Lucietta. ( Toma al balcone) Mi no me n’importa; che anca se e! me volesse, mi no lo veggio.

Orsetta. La volpe no voi ceriese(/).

Lucietta. Sì, sì, el sposerà quella sporca (g) de to sorella.

Orsetta. Oe! parla ben.

Pasqua. Lucietta. (Ji dentro)

Lucietta. A mi, se ghe ne veggio, no me n’amanca.

Orsetta. Eh! lo so che ti gh’ha el protettore.

Lucietta. Tasi là, che te farò desdire.

Pasqua. Lucietta, Lucietta! (di dentro)

Orsetta. Oh che paura! (burlandosi di Lucietta)

Lucietta. Te farò vegnire l’angossa.

Orsetta. Marameo, squaquarà, marameo (h).

Lucietta. Vago via, perchè no me degno. (si rilira)

Orsetta. Va via, va via, no te far smattare (/). (5/ ritira)

Lucietta. Meggiotto. (torna, chiamandola col suo soprannome)

Orsetta. Panchiana. (torna, e fa lo stesso)

Lucietta. Tuffe(/). (si ritira)

Orsetta. Malagrazia. (si ritira)

Lucietta. (Toma) Mo che bella zoggia. (con ironia e disprezzo)

Orsetta. Mo che boccoletto da riosa (m)! (torna, e lo dice con ironia) e disprezzo. (a) Tieni; ehi! (b) Va al diavolo. (e) Povera sudiciuola I (d) Acco- modato colla cipolletta: frase che significa rovinato, precipitato, malconcio, (e) Vedi, o sappia. (/) Proverbio, (g) Quella sudiciuola. (h) Imita la quaglia: segno di negazione e di disprezzo, usitato dal basso popolo. (i) Non ti fare scorgere, non ti far trattare da pazza. (/) Termine di disprezzo, (m) Bocciuolo di rosa, con ironia e per disprezzo.