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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/579



Lisetta. Perchè... perchè.... Se potessi dirvi il perchè.

Pandolfo. Di’C) la verità, perchè tu eri ancora incantata (^^ in) queir animale di Filippo?

Lisetta. Potrebbe darsi (^) che diceste la verità.

Pandolfo. Eh, io (^^ la so lunga: non fallo mai ’-^\ capisco, vedo,) conosco ^^\ ho una penetrazione infinita.

Servitore. Signore, è il signor (^) colonello che la domanda. (a Pandolfo)

Pandolfo. Oh buono!

Lisetta. Oh bravo!

Pandolfo. Venga, venga ^^\ non lo fate aspettare, (servitore via O)

SCENA XIV.

Pandolfo, Lisetta, poi Filippo da colonello.

Pandolfo. Segno che ti stima, che ti vuol bene.

Lisetta. (Sì sì, il signor colonello mi ama, ne son sicura). (Ja sé, ridendo)

Pandolfo. Ah signor colonello, gli faccio umilissima riverenza. Mia figlia è pentita, gli domanda scusa, ed è tutta (’°) disposta ai comandi suoi ("), non è egli vero, Lisetta? Ditegli anche voi qualche cosa.

Lisetta. Si assicuri, signor colonello, che ho per lei tutta la stima, e che r amerò con tutta la tenerezza ( ’ ^\)

Pandolfo. (Brava, brava, così mi piace). Che ne dice, è con- tento il signor colonello?

Filippo. Tartaifle, ringraziar to fortuna. Ringraziar pellezza de to Lisetta (’^\ che desarmar mia collera, e foler mi far sacrifizio a) Cupido de mia fendetta C"’). (I) C. s.: Dimmi. (2) C. s.: perche eri ancora Innamorala ecc. (3) C. i.: anche darai. (4) C. 9.: Io, io ecc. (5) Nelle ed.’ cit. e’è punto termo. (6) Segue nelle ed.’ cit.: ho una testa fina, una peneirazione ecc. (7) C. s.: Signore. Il signor ecc. (8) C. 8.: Menga subito. (9) C. s.: il servitore parte. (IO) C. s.: eJ è ora tutta ecc. (Il) Nelle ed.’ cit. c’è punto fermo. (12) con tutta tenerezza. (13) C. s.: Tarlai/eli. Ringraziar to fortune. Ringraziar pellezze de to Liscile ecc. (14) C. 9.; sacrifizie a Cupide di mie fendette.