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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/570



Pandolfo. La farò venir qui, se vi contentate.

Anselmo. Fatela venire, come volete, (con indifferenza, e quasi per forza)

Pandolfo. Ho piacer O che la conosciate. (Manco male che non) e’è il colonello). (entra in camera)

SCENA V.

Anselmo, por Pandolfo e Lisetta.

Anselmo. Ho altro in testa io, che secondar questi pazzi. La figliuola (^) sarà del carattere di suo padre.

Pandolfo. Eccola ^^\ signor Anselmo. Ecco la mia figliuola (^X)

Anselmo. La riverisco devotamente. (a Lisetta)

Lisetta. Serva sua. (ad Anselmo) È questi il signor Anselmo? (con ammirazione ^’’)

Pandolfo. Sì, è desso.

Lisetta. 11 signor Anselmo Aretusi? (con ammirazione)

Pandolfo. Per l’appunto.

Anselmo. Perchè fate le (^) maraviglie, signora mia? (a Lisetta)

Lisetta. Perchè ho T onore di conoscere la vostra signora figliuola ^^\

Anselmo. L’avete veduta? (a Lisetta)

Lisetta. Sì, l’ho^®) veduta, e so ch’è innamorata del signor

Filippo. (^)

Pandolfo. La figlia del signor Anselmo è l’innamorata del locandiere?

Anselmo. Come! mia figlia?

Lisetta. Sì signore, vostra figliuola ("^^ fa all’amore a ^’’^ Filippo.)

Anselmo. (Povero me! cosa sento? Ora capisco la tristezza, la) melanconia e ^) dell’ mdegna).

Pandolfo. (Ora intendo perchè Lisetta ha abbandonato Filippo).

Anselmo. (Son fuor di me, non so qual risoluzione mi prenda). (1) C. «.: piacere. (2) C. s.: figlia. (3) C. ».: Ecco. (4) C. s.: figlia. (5) C. s.: a Pandolfo. (6) C. s.: queste. (7) C. ».: figlia. (8) C. ».: L ho. (9) Segue nelle ed.’ cil..: " An». Come, mia figlia? ecc. > (10) C. ».: figlia. (11) C. ».: con. (12) C. 9.: malinconia.