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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/568



Anselmo. No no, da me certamente non lo saprà. Sono conso- latissimo di quanto mi dite. Permettetemi ch’io chiami la mia figliuola; ch’io metta in calma il di lei animo rivoltato O. Sarà ella pure contenta, sarà ella pure consolata ^^\ Venite, Doralice, venite. Ho delle ^^^ notizie buone da darvi, (alla porta, chiamandola)

SCENA HI.

Doralice e detti.

Doralice. Sarà possibile che una volta respiri?

Anselmo. Sì, rallegratevi, figliuola mia. Monsieur la Rose è un uomo d’onore; non è maritato ("’), e sarà il vostro sposo.

Doralice. (Ah, qual funesta consolazione per un cuore ch’è) prevenuto!) (da sé)

Fontene. Vi assicuro (^^ che con lui vivrete bene, che sarete con) lui felice.

Doralice. (Roberto solo mi potrebbe rendere fortunata), (da sé)

Anselmo. Via, rasserenatevi. Che cos’è questa perpetua malinconia?

Fontene. Signora, voi avete qualche cosa ^^^ che vi disturba.

Doralice. Non posso nascondere la mia inquietezza (^\)

Anselmo. Ma da che cosa procede? Si può sapere?

Doralice. 11 cuore mi presagisce di dover essere sfortunata.

Fontene. Eh signora mia, ho un poco di mondo in testa, sono un poco fisonomista. Con licenza del signor Anselmo, avrei qualche cosa da dirvi fra voi e me.

Anselmo. Servitevi pure. Vedete un poco se vi dà l’animo colla vostra bontà di rasserenarla.

Fontene. Favorite. Venite con me nella vostra camera, (a Doralice)

Doralice. Volentieri. (Sarà meglio che con lei (®^ mi confidi), (da sé) (I) C. s.: i7 di lei spirilo. (2) C. ».: sarà consolala. (3) C. s.: Venile, Doralice, ho delle ecc. (4) Segue nelle ed.’ cit.: a me vi ha cbieslo in moglie e sarà voslro sposo. (5) C. s.: Mi consolo con voi e vi assicuro ecc. (6) C. ».: qualcosa. (7) C. ».: in- quietudine. (8) C. ».: con lei che.