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496 ATTO SECONDO

Rose. Eppure, senza che voi me lo proponeste, io non aveva la curiosità di vederla.

Fontene. Andiamo, andiamo a ridere un poco.

Rose. Circa al ridere.... bisogna usare prudenza.

Fontene. La locanda dell’Aquila sapete dov’è?

Rose. Lo so benissimo.

Fontene. Andiamo. (lo prende sotto il braccio1, e partono)

SCENA VI.
Anselmo e Roberto.

Roberto. Avete veduto quel signore che ora2 è partito? (ad Anselmo)

Anselmo. Sì signore, chi è?

Roberto. È un certo monsieur la Rose.

Anselmo. Mi pare che questo nome sia3 di uno dei miei debitori.

Roberto. È verissimo, ed è quello che vi deve più di tutti gli altri.

Anselmo. E perchè4 non gli avete detto nulla? Perchè non me lo avete fatto conoscere?

Roberto. Perchè era in compagnia, perchè qui non è il loco5 da presentarvi6 e mi riservo a condurvi alla di lui casa. È ricco, può pagarvi, e vi pagherà7: ma è un poco difficile, e conviene trattarlo con della destrezza. La guerra ha fatto del male a tutti8; egli ne ha risentito del danno grande, ma fidatevi di me, e son certo che farà il suo dovere.

Anselmo. Caro signor Roberto, sono penetrato moltissimo dalla bontà che avete per me. Il vostro signor padre è slato sempre mio buon amico, mi è sempre stata utile la sua corrispondenza, ho pianto la di lui perdita, ed ora mi consolo trovar in voi

  1. C. «.: per braccio.
  2. C. s.: adesso.
  3. C. s.: Quello nome mi pare che sia d’uno ecc.
  4. Segue nelle ed.i cit.: non me lo avete fallo conoscere?
  5. C.».: luogo.
  6. Segue nelle ed.i cit.: Ma è ricco, può pagarvi ecc.
  7. Segue nelle ed.i cit.: Trattalelo con destrezza, e son certo che farà il suo dovere. Ho esaminato gli interessi vostri e trovo che i vostri crediti ecc. Il resto è saltato.
  8. Alludesi alla guerra dei 7 anni.