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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/540



Rose. Eppure, senza che voi me lo proponeste, io non aveva la curiosità di vederla.

Fontene. Andiamo, andiamo a ridere un poco.

Rose. Circa al ridere.... bisogna usare prudenza.

Fontene. La locanda dell’Aquila sapete dov’è?

Rose. Lo so benissimo.

Fontene. Andiamo. (lo prende aotlo il braccio O, e partono)

SCENA VI.

Anselmo e Roberto.

Roberto. Avete veduto quel signore che ora (^^ è partito?) (ad Anselmo)

Anselmo. Sì signore, chi è?

Roberto. E un certo monsieur la Rose.

Anselmo. Mi pare che questo nome sia (^) di uno dei miei debitori.

Roberto. E verissimo, ed è quello che vi deve più di tutti gli altri.

Anselmo. E perchè (’’) non gli avete detto nulla? Perchè non me lo avete fatto conoscere?

Roberto. Perchè era in compagnia, perchè qui non è il loco (^) da presentarvi ^^\ e mi riservo a condurvi alla di lui casa. E ricco, può pagarvi, e vi pagherà (^^: ma è un poco difficile, e conviene) trattarlo con della destrezza. La guerra ha fatto del male a tutti (®); egli ne ha risentito del danno grande, ma fidatevi di me, e son certo che farà il suo dovere.

Anselmo. Caro signor Roberto, sono penetrato moltissimo dalla bontà che avete per me. Il vostro signor padre è slato sempre mio buon amico, mi è sempre stata utile la sua corrispondenza, ho pianto la di lui perdita, ed ora mi consolo trovar in voi (I) C. «.: per braccio. (2) C. s.: adesso. (3) C. s.: Quello nome mi pare che ila d’uno ecc. (4) Segue nelle ed.’ cit.: non me lo avele fallo conoscere) (3) C. ».: luogo. (6) Segue nelle ed.i cit.: Ma è ricco, può pagarvi ecc. (7) Segue nelle ed.’ cit.: Tral- talelo con deslrezza, e son cerio che farà II suo dovere. Ho esaminalo gli inleressi vostri e trovo che I vostri credili ecc. Il re»to è saltato. (8) Alludesi alla guerra dei 7 anni.