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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/534



Plume. Voi, per quel ch’io sento, amate poco il ritiro, la tran- quillità.

Lolotte. Quando voglio restar tranquilla, sto a casa mia, quando esco, esco per divertirmi.

Plume. Vi piacerà dunque il Boulevard O.

Lolotte. Oh si, moltissimo; quel gran concorso, quel gran rumore mi piace infinitamente. Mi pare il più bello spettacolo della terra. Vedere una quantità di carrozze nel mezzo; un’infinità di popolo a piedi di qua e di là nei viali arborati, e difesi dalle carrozze. Tante magnifiche botteghe di caffè, piene di strumenti e di voci che cantano; tanti saltadori di corda, di bambocci, di animali, di macchine, di giochi, di divertimenti; chi siede, chi passeggia, chi mangia, chi canta, chi suona, chi fa all’amore. Sino alla mezza notte si gode, ed è un passa- tempo comune, che dura sei o sette mesi dell’anno.

SCENA II.

Monsieur Traversen e detti.

Traversen. Ehi dal caffè.

Garzone. Signore, (si suppone che la bottega da caffè sia dietro gli alberi "’)

Traversen. Un caffè col latte ed un picciolo ^^^ pane. (siede ad un tavolino)

Garzone. La servo subito.

Traversen. Ehi, ci sono i piccioli affissi (’’)?

Garzone. Ho veduto in bottega il giovane dello stampatore, che li dispensa ^^\

Traversen. Mandatelo (^^ qui da me.)

Garzone. Sarà servita. (parte)

Fontene. Ecco qui, tutti cercano le novità. (a Rose) (1) Gmì corregge E. Masi, ed. cil. Neil’ed. Zaila è stampato Bubar. (2) Ed.’ cit.: sì suppone la bottega dietro al giardino. (3) C. b.: e un piccolo. (4) C. s.: Ebit vi sono piccoli avvisi? (3) C. s.: che gli dispensava. (6) C. a.: Mandalo.