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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/524



SCENA XVII.

Roberto, poi Pandolfo.

Roberto. Oh cieli! qual incanto O è mai questo? Sono qui venuto per ischerzo ^^\ e mi trovo impegnato davvero. Il suo volto mi piace, la sua maniera m’incanta. Farmi ch’ella sia fatta per formare la felicità d’uno sposo.

Pandolfo. (Chi è questi? Sarebbe egli per avventura alcuno de’) concorrenti?)

Roberto. (S’io mi inducessi a sposarla, che direbbe il mondo) di me? Eh, l’onestà della giovane giustificherebbe la mia condotta).

Pandolfo. Signore, la riverisco.

Roberto. Servitore umilissimo.

Pandolfo. Domanda ella di qualcheduno?

Roberto. Sì signore, aspetto qui una persona; se non do inco- modo

Pandolfo. Scusi, compatisca. E venuto forse vossignoria per ve- dere la giovane di cui parlano i piccioli (^) affissi?

Roberto. Lo sapete anche voi, signore, che questa ^’’^ giovane si trova qui?

Pandolfo. Lo so certo, e lo deggio sapere più di nessuno.

Roberto. Non nascondo la verità. Sono qui per questa sola ra- gione ^^\ e attendo il padre della fanciulla.

Pandolfo. Signore, se volete conoscere il padre della fanciulla, eccolo qui a’ vostri comandi.

Roberto. Voi?

Pandolfo. lo.

Roberto. (Veggendo ora la figura dell’uomo, non mi maraviglio) più (^) delle sue stravaganze). ( I ) C.!.: incontro. (2) C. s.: Sono qui per iichcrzo ecc. (3) C. s.: piccoli. (4) C. s.: anche voi che quella ecc. (5) C. s.: Son qui per questa ragione. Attendo ecc. (6) C. $.: non mi maraviglio delle ecc.