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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/520



Doralice. Sono molto tenuta alle grazie vostre, (s’inchina, e vuol partire)

Roberto. Vi supplico di trattenervi un momento.

Doralice. Avete qualche cosa da comandarmi?

Roberto. Vorrei aver io l’onore di presentarvi quel bicchiere di acqua O che avete chiesto.

Doralice. Scusatemi, signore, non vi è mio padre, e s’egli mi trovasse fuori della mia camera....

Roberto. Avete il vostro signor padre con voi? (con premura)

Doralice. Sì signore, ma ora è fuori di casa.

Roberto. (^) (Scommetterei ch’è questa sicuramente).

Doralice. Con vostra permissione. (in allo di partire)

Roberto. Un momento. Ecco r acqua, accordatemi quest’onore.

Servitore. (Entra con un bicchiere di acqua sopra una sottocoppa.)

Doralice. (È SÌ gentile, ch’io non posso ricusare le sue finezze).

Roberto. (Convien dire, se è dessa, che la locandiera ha ra-) gione. Ella è la più saggia figlia del maggior pazzo di questo mondo). (prende V acqua, e la presenta a Tforalice)

Doralice. Sono mortificata per l’incommodo che vi prendete. (beve r acqua)

Roberto. Niente affatto, godo anzi del piacer di servirvi.

Doralice. Tenete. (vuol rendere il bicchiere al servitore)

Roberto. Favorite. (prende egli il bicchiere, e lo dà al servitore)

Doralice. (E di una cortesia impareggiabile!)

Roberto. (Vorrei pur iscoprire la verità). Perdonate l’ardire, il vostro signor padre è italiano?

Doralice. Sì signore, è italiano.

Roberto. Di profession negoziante?

Doralice. Per l’appunto è un negoziante.

Roberto. (Queste sono due circostanze che si confrontano per-) fettamente). Scusatemi, siete voi maritata, o da maritare?

Doralice. Perchè mi fate tutte queste interrogazioni? (1) C. 9.: bicchiier d’acqua. (2) Nelle ed.’ cit. dice Roberto: (Sicuramente è </ejja;) voglio scoprire). Signora, vostro padre è rrìollo bizzarro. - Poi segue: « Doralice. Lo cono- tcele voi? Roberto. Nor> lo conosco, ma permellelemi ecc. ■■. Il resto è saltato.