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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/517



Lisetta. Io? Sono maritata (’), e non vi può niente interessare la mia persona. (^)

Roberto. Via, signora, non siate meco sì austera; e chi è il vostro signor marito?

Lisetta. Che cosa importa a voi di conoscere mio marito?

Filippo. Oh via, il signor Roberto è mio padrone e mio buon amico. Bisogna soddisfarlo, bisogna dirgli la verità. Quella è mia moglie.

Roberto. Vostra moglie?

Lisetta. Sì signore, sua moglie.

Roberto. Me ne consolo infinitamente. E lungo tempo ch’è vostra moglie?

Filippo. Un anno incirca, non è egli vero, Eleonora?

Lisetta. Sì, un anno e qualche mese; comanda altro, signore?

Roberto. Vi supplico appagare la mia curiosità. Vorrei poter dire di essere stato il primo a vederla.

Lisetta. Chi?

Roberto. La giovane degli affissi.

Lisetta. Ella? Ditemi in grazia, signore: sareste voi in grado di sposare una giovane esposta in una maniera da voi medesimo condannata?

Roberto. 11 cielo mi liberi da un tal pensiero. Son (^) un uomo d’onore, sono un negoziante assai conosciuto da monsieur Filippo, son qui venuto per bizzarria, per capriccio, per divertirmi, per burlarmi di un padre sciocco e di una figlia ridicola.

Lisetta. Mi maraviglio di voi, che abbiate tai sentimenti. Gli uomini d’onore non si devono burlare delle figlie onorate. La vostra è un’azione pessima, e un’intenzione maligna. S’io fossi ( ) quella tale che voi cercate ^^\ saprei trattarvi a misura del vostro merito, e vorrei farvi imparare, se noi sapete, che le donne si trattano con pulizia, con civiltà ^^^ e con rispetto, (parte, ed entra) nella sua camera ’ ’. (I) C. s.: Io sono marilala. (2) Dopo queste parole di Lisetta, nelle ed.’ citatesi salta alle parole di Roberto: Il cielo mi liberi ecc. (3) C. s.: 5ono. (4) C. s.: un’azione pessima, un’azione maligna. Se fossi ecc. (5) C. s.: cAe cercate ecc. (6) Nelle ed.’ cit. qui finiscono le parole di Lisetta. (7) C. s.: va in camera.