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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/507



senza il consenso del padre, e se ci maritassimo senza di lui, il matrimonio sarebbe nullo; ma non arriva l’autorità del padre ad obbligare la figlia a maritarsi per forza, (esce il facchino dalla) camera, e parte ^ ’.

Servitore. Mi pare che l’appartamento non gli dispaccia, (a Filippo)

Filippo. Tanto meglio. Hanno detto come vogliano esser (^) serviti?

Servitore. Parleranno con voi.

Filippo. Benissimo. Ecco il padre. ((7 servitore parte)

SCENA VIII.

Filippo ed Anselmo.

Filippo. E bene, signore, siete voi contento?

Anselmo. Contentissimo (^^; quanto vi dovrò contribuire per l’ap-) partamento?

Filippo. Contate di trattenervi qui molto ("’) tempo?

Anselmo. Non lo so ancora precisamente. Ho degli affari da con- sumare. Può essere ch’io resti poco, e ch’io resti molto.

Filippo. Non s’inquieti per questo ^^\ Ella ha da fare con un galan- tuomo. Sono buon italiano. Mi pare (^) dal linguaggio, che anche vossignoria sia della stessa nazione ^^\

Anselmo. Sì, è verissimo (®). Sono italiano ancor io.

Filippo. Viene d’Italia presentemente?

Anselmo. No, vengo di Spagna (^); vorrei sapere a press’a poco quanto dovrò pagar per (’^^ l’alloggio.)

Filippo. Se si tratta a mese, non posso far a meno (") per quelle due camere di quattro luigi (’^^ il mese.)

Anselmo. Che sono all’incirca (’^) otto zecchini e ’’) di nostra moneta. (1) C. s.: parie il facchino. (2) C. s.: voglion restar ecc. (3) Nelle ed.’ cit. c’è il punto fermo. (4) C. s.: lungo. (5) Nelle ed.’ cil. c’è punto e virgola. (6) C. «.: Son buon italiano; mi pare ecc. (7) C. s.: sia tale. (8) Nelle ed.’ cit. ci sono i due punti. (9) Nelle ed." cit. e’è il punto fermo. (IO) C. s.: dovrei pagare di ecc. (Il) C. s.: far meno. ( 1 2) Luigi d’oro: 24 lire tornesi (lira tomese: 20 soldi francesi). (13) C. s.: Che sono incirca ecc. (14) Zecchino d’oro: 22 lire venete (lira veneta: 20 soldi veneti,) pari a lire italiane 0,546).