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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/502



Filippo. Non signore, ch’io sappia: non è (’^ venuto nessuno.)

Pandolfo. Diamine! doveva pur essere capitato. (inquietandosi)

Filippo. Signore, avete voi qualche cosa che v’inquieta, che vi disturba (2)?

Pandolfo. Bella domanda! Chi ha una figlia da maritare, non manca d’inquietudini, d’imbarazzi (^X)

Filippo. (Meschino me!) Attendete voi qualcheduno per rapporto a vostra figliuola (’’’?)

Pandolfo. Signor sì.

Filippo. La volete voi maritare? (con premura)

Pandolfo. Signor sì.

Filippo. Avete ritrovato il partito? (come sopra)

Pandolfo. Lo ritroverò (’l)

Filippo. Signore, se vi contentate ch’io vi faccia una proposizione

Pandolfo. Non ho bisogno delle vostre proposizioni. Maritando mia figlia, scusatemi, non voglio passare per le mani d’un locandiere.

Filippo. Signore, convien ^^^ distinguere locandiere da locandiere....

Pandolfo. Tant’è. Ho trovato (^) io la maniera di procurare a mia figlia il miglior partito (®), sicuro di non ingannarmi, sicuro di non perdere il mio danaro, e sicuro di aver (^^ un genero di mia) piena soddisfazione.

Filippo. Fosso sapere il come?

Pandolfo. Il come, il come voi (’°) lo saprete, (grossamente (’ ^)

Filippo. (La sua maniera villana non mi dà campo per ora di) dichiararmi; ma non perdo la speranza per (’^’ tutto questo).

SCENA III.

Il Garzone dello stampatore, e delti.

Garzone. Signori, fatemi la grazia ^^^ di dirmi qual (’’’) è la ca- mera del signor Pandolfo. (I) C. t.: No signore: ch’io sappia non i ecc. (2) C. i.: turba. (3) C. s.: non manca mai ni inquietudini, ne imbarazzi. (4) C. 9.; figlia. (5) C. s.: troverò. (6) C s.: conviene. (7) C. s.: ritrovalo. (8) C. s.: (7 miglior partito del mondo. Sicuro) di non ecc. (9) C. s.: avere. (IO) C. s.: Il come voi ecc. (Il) C. s.: rozzamente. (12) C. ».: con. (13) C. 9.: fatemi grazia ecc. (14) C. s.: quale.