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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/457



stato un pezzo senza più poterla vedere. Finalmente per sorte, per fortuna, sua zia è sortita di casa. Candida è discesa nel suo giardino; ho rotto la siepe, ho saltato il muro, mi son gettato a’ suoi piedi; ho pianto, ho pregato, l’ho sincerata, l’ho vinta, è mia, è mia, non vi è più da temere, (con giubilo, e affannoso)

Giannina. Me ne rallegro, me ne congratulo, me ne consolo. Sarà sua, sua sempre sua, ne ho piacer, ne ho contento, ne ho sod- disfazione. (Io carica un poco)

Evaristo. Una sola condizione ella ha posto alla mia sicura, alla mia intera felicità.

Giannina. E qual è questa condizione?

Evaristo. Per giustificare me intieramente, per giustificar voi nel medesimo tempo, e per dar a lei una giusta soddisfazione, è necessario ch’io le presenti il ventaglio. (come sopra)

Giannina. Ora stiamo bene.

Evaristo. Ci va del mio e del vostro decoro. Parerebbe ch’io r avessi comprato per voi, si darebbe credito a’ suoi sospetti. So che siete una giovane saggia e prudente. Favoritemi quel ventaglio. (sempre con premura)

Giannina. Signore... Io non l’ho più il ventaglio. (confusa)

Evaristo. Oh via, avete ragione. Ve l’ho donato, e non lo do- manderei, se non mi trovassi in questa estrema necessità. Ve ne comprerò un altro. Un altro molto meglio di quello; ma per amor del cielo, datemi subito quel che vi ho dato.

Giannina. Ma vi dico, signore, ch’io non r ho più.

Evaristo. Giannina, si tratta della mia vita e della vostra ripu- tazione, (con forza)

Giannina. Vi dico suH’onor mio, e con tutti i giuramenti del mondo, che io non ho quel ventaglio.

Evaristo. Oh cielo! cosa dunque ne avete fatto? (con caldo)

Giannina. Hanno saputo ch’io aveva quel ventaglio, mi sono sal- tati intorno come tre cani arrabbiati...

Evaristo. Chi?(l) (infuriato) ( I ) Così giustamente correggono tutte le edizioni recenti. Nell’ed. Zatta; Ehi.