Apri il menu principale

Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/436



probabilmente. E meglio ch’io vada all’osteria. Il Barone mi aspetta), (si alza) Ebbene, Giannina, avete niente da dirmi? (vedendo Qiannma)

Giannina. Oh sì, signore, ho qualche cosa da dirle (’). (bruscamente)

Evaristo. Avete dato il ventaglio?

Giannina. Eccolo qui il suo maladetto ventaglio.

Evaristo. Che vuol dire non avete potuto darlo?

Giannina. Ho ricevuto mille insulti, mille impertinenze, e mi hanno cacciato di casa come una briccona.

Evaristo. Si è forse accorta la signora Geltruda?

Giannina. Eh, non è stata solamente la signora Geltruda. Le mag- giori impertinenze me l’ha dette la signora Candida.

Evaristo. Perchè? Cosa le (2) avete fatto?

Giannina. Io non le ho fatto niente, signore.

Evaristo. Le avete detto che avevate un ventaglio per lei?

Giannina. Come poteva dirglielo, se non mi ha dato tempo, e mi hanno scacciata come una ladra?

Evaristo. Ma ci deve essere il suo perchè.

Giannina. Per me so di non averle fatto niente. E tutto questo maltrattamento son certa, son sicura, che me lo ha fatto per causa vostra.

Evaristo. Per causa mia? La signora Candida che mi ama tanto?

Giannina. Vi ama tanto la signora Candida?

Evaristo. Non vi è dubbio, ne son sicurissimo.

Giannina. Oh sì, vi assicuro anch’io che vi ama bene, bene, ma bene.

Evaristo. Voi mi mettete in una agitazione terribile.

Giannina. Andate, andate a ritrovare la vostra bella, la vostra cara. (ironica)

Evaristo. E perchè non vi posso andare?

Giannina. Perchè il posto è preso.

Evaristo. Da chi? (affannalo) (I) Così le edizioni citate. Neil’ed. Zaila è atarapato dirli. (2) Come lopra. Ed. Zatla: li.