Apri il menu principale

Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/419



Candida. Sedete anche voi, lavorate. (siede)

Susanna. Mi fa grazia a degnarsi della mia compagnia, (siede) Si vede ch’è nata bene. Chi è ben nato si degna di tutti. E questi villani sono superbi come luciferi, e quella Giannina poi...

Candida. A proposito di Giannina, avete osservato quando le par- lava il signor Evaristo?

Susanna. Se ho osservato? e come!

Candida. Ha avuto una lunga conferenza con lei.

Susanna. Sa dopo cosa è succeduto? Sa la baruffa ch’è stata?

Candida. Ho sentito uno strepito, una contesa. Mi hanno detto che Coronato e Crespino si volevano dare.

Susanna. Certo, e per causa di quella bella grazia, di quella gioia.

Candida. Ma perchè?

Susanna. Per gelosia fra di loro, per gelosia del signor Evaristo.

Candida. Credete voi che il signor Evaristo abbia qualche attacco con Giannina?

Susanna. Io non so niente, non bado ai fatti degli altri e non penso mal di nessuno, ma l’oste e il calzolaio, se sono gelosi di lui, avranno le loro ragioni.

Candida. (Povera me! L’argomento è troppo vero in mio danno!)

Susanna. Perdoni, non vorrei commettere qualche fallo.

Candida. A proposito di che?

Susanna. Non vorrei ch’ella avesse qualche parzialità per il signor

Evaristo...

Candida. Oh io! non ce n’ho nessuna. Lo conosco perchè viene qualche volta in casa; è amico di mia zia.

Susanna. Le dirò la verità. (Non credo ch’ella si possa offen-) dere di questo). Credeva quasi che fra lei ed il signor Eva- risto vi fosse qualche buona corrispondenza... lecita e onesta, ma dopo ch’è stato da me questa mattina, mi sono affatto di- singannata.

Candida. È stato da voi questa mattina?

Susanna. Sì signora, le dirò... E venuto a comprar un ventaglio.

Candida. Ha comprato un ventaglio? (con premura)

Susanna. Sì certo, e come io aveva veduto ch’ella aveva rotto