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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1915, XX.djvu/28



Toffolo. Bondì, Lucietta.

Orsetta. Sior mamara (a), cossa sémio nualtre?

Toffolo. Se avere pazenzia, ve saluderò anca vualtre.

Checca. (Anca Toffolo me piaserave (i)).

Pasqua. Coss’è, putto? No laorè ancuó (e)?

Toffolo. Ho laorà fin adesso. So sta col battello sotto marina (d) a cargar dei fenochi (1): i ho portai a Brondolo (e) al corrier de Ferrara, e ho chiappa (/) la zornada.

Lucietta. Ne pagheu gnente?

Toffolo. Sì ben; comande.

Checca. (Uh! senti che sfazzada (g)?) (ad Orsetta)

Toffolo. Aspettè. Oe! zucche barucche (A). (chiama)

Canocchia. (Con una tavola con sopra vari pezzi di zucca gialla cotta) Comande, paron.

Toffolo. Lasse veder.

Canocchia. Adesso: vare, la xe vegnua fora de forno (2).

Toffolo. Voleu, Lucietta? (le offerisce un pezzo di zucca)

Lucietta. Sì ben, de qua.

Toffolo. E vu, donna Pasqua, voleu?

Pasqua. De diana! la me piase tanto la zucca barucca! Dèmene un pezzo.

Toffolo. Tolè. No la magne, Lucietta?

Lucietta. La scotta. Aspetto che la se giazze.

Checca. Oe! bara (0 Canocchia.)

Canocchia. Son qua.

Checca. Dèmene anca a mi un bezze (/). (a) Babbuino, (i) Mi piacerebbe, (e) Non lavorate oggi? (d) Sul litorale, che divide il mare dalle paludi, ewi una fila di case che formano un villaggio, e chiamasi Sotto- Marina. (e) Altro villaggio tre miglia distante da Chiozza, per dove passano vari corrieri, che non corrono, perchè vanno per acqua. (/) Ho guadagnato la mia giornata, (g) Oh! sentite che sfacciata? (h) Zucche gialle, arrostite nel forno, e che vendono a Chiozza, tagliate in pezzi, ed a buon mercato, (j) Come se dicesse Messere, o cosa simile. (/) Cioè un bezzo, ch’è la metà di un soldo. ( I ) Finocchi. Neir ed. Pasquali i stampalo: de fenochi. (2) Cosi nel testo. Forse sarebbe meglio slampare: Adesso, vare ecc.