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L'OSTERIA DELLA POSTA 251


e il ciel non voglia che non vi muova piuttosto la condizione di un unica figlia, erede presuntiva di un genitore non povero. Qualunque sia il pensiero che vi stimola, è sempre indegno di un galantuomo, che dee rispettare l’autorità di un padre e la casa di un cavaliere onorato. Può essere, che la renitenza di mia figliuola alle nozze che io le propongo, derivi innocentemente dal di lei cuore, ma ho anche ragion di sospettare, che l’orgoglio di una fanciulla sia animato dalle lusinghe di un amante vicino. Beatrice è saggia e morigerata, ma tanto più mi confermo, che non sia ella per se medesima capace di contradirmi, senza essere prevenuta da qualche occulta passione. Voi siete il solo, su cui cader possono i miei sospetti, ed ho a ragion dubitato, che partecipandovi la risoluzione mia di condurla meco a Torino, aveste l’abilità di persuaderla a contradirmi anche in questo, e pormi in necessità di usar la violenza e il rigore. Ecco la ragione, per cui vi ho tenuto celato il disegno mio di partire, non per mancanza di rispetto a voi ed alla vostra degna famiglia. Se ciò vi sembra un aggravio, vi supplico di perdonarmi. Scusate un padre impegnato, compatite un cavaliere che ha data la sua parola. Esaminate voi stesso, e comprenderete meglio di quello ch’io possa dirvi, se onesti sono i miei sentimenti.

Barone. Si, Conte, mi persuade il vostro sano ragionamento, e sono assai soddisfatto dalle vostre cortesi giustificazioni. Vi confesso la verità, ho della stima per la degna vostra figliuola; parliamo liberamente, ho dell’amore, ho della tenerezza per essa, e volesse il cielo ch’io fossi degno di possederla, non già pel vile interesse della sua dote, ma pel merito di quella bellezza e di quella virtù che l’adorna. Vi giuro non pertanto sull’onor mio, non aver io colpa veruna nella ritrosia ch’ella mostra ai voleri vostri. Non son capace di farlo, ed ella non è sì debole per lasciarsi sedurre. Compatitemi, se ho potuto spiacervi. Scusate in me una passione onestissima, concepita per la violenza di un merito sorprendente; assicuratevi del mio rispetto, e fatemi degno della cara vostra amicizia.