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Der besoadere Zufall. Traduttore Johann Joachim Christoph Bode. Recitata, ma salvo errore, inedita (Theater - Kalender auf das Jahr 1780. Gotha, p. 107. N’era compilatore H. A. O. Reichard).

Ein wunderlich Spiel, Lustspiel in drei Akten von Goldoni, in das Deutsche übertragen von Wolfgang Evening. Manoscritto dei princ. del sec. XVIII. (Collez. di E. M.).

Il Curioso accidente, fu rilevato, ha qualche non insignificante affinità nel disegno dei personaggi con la Minna del Lessing (Maddalena, Lessing e G., Giorn. stor. di lett. ital. 1896, voi. XLVII, pp. 208-210; Wihan, Lessings «Minna con Barnhelm» und Goldonis Lustspiel «Un curioso accidente» Prag, 1903). Quando non siano rapporti voluti dal caso, il Lessing per giovarsene sarebbe tornato sull’opera sua, compiuta o quasi allorchè intorno al 1765 uscì il VII vol. del Pasquali dove per la prima volta la commedia goldoniana si pubblicò.

Nel 1789 il Moratin a Parigi chiedeva qua e là del Goldoni, ma nessun francese ne sapeva nulla «por que comò no tiene el honor de ser francés — commenta una sua lettera — se cuidan poco de su merito, y qualquier gabachuelo escritorcillo insipido de madrigales y vaudevilles, tiene aqui mas fama que el Molière veneciano» (Cartas de Moratin à Jovellanos. La Lectura, Madrid, 1910, n. 118, p. 127). Fra i Francesi che le amare parole dello scrittore spagnuolo non toccano è, primo, il dedicatario della presente commedia, Charles Simon Favart, celebre autore di applaudite commedie e fortunati libretti. Nato a Parigi nel 1710, aveva tre anni meno del Goldoni. Suo padre, gran bontempone, gl’insegnò la morale e altre utili dottrine mettendo tutto in musica. Il rampollo, cantando col genitore, riteneva facilmente ogni cosa. Amantissimo poi del teatro papà Favart coltivava consimili disposizioni nel figlio. Morendo lasciò debiti in copia e con questo la famiglia in miseria. A ventiquattr’anni Simone dovette provvedere a sè e ai suoi. Se la vita allegra, l’amore grande per l’arte scenica e scarso per l’economia domestica accostano idealmente papà Favart a Giulio Goldoni, il caso volle unire i due loro genialissimi figlioli con vincoli di stima e d’affetto che, stretti verisimilmente prima che il Nostro si recasse a Parigi, durarono saldi, fino alla loro più tarda vecchiaia. Forse non erriamo dando il mento di sì bella unione al maestro Egidio Romualdo Duni (n. a Matera nel 1709 — m. a Parigi nel 1795), per il quale il Goldoni nel 1756 alla Corte di Parma scrisse la Buona figliola (Memorie, P. II, cap. XXXI). Il Duni già vissuto a Parigi conosceva bene il Favart per averne musicato qualche libretto (D’Angeli, C. Goldoni e E. R. Duni, Gazzetta di Venezia, 3 marzo 1913). Se l’ipotesi calza, per tanto simpatica mediazione il Duni avrebbe maggiori titoli ancora alla nostra riconoscenza che non suggerendo al Goldoni — lui curato con brillante esito dal celebemmo Boerhaave — lo spunto a una originalissima commedia [Il medico olandese; v: vol. XIV, pag. 93 di questa ediz.].

La fonte, abbastanza copiosa e quasi unica, di notizie sull’amicizia tra i due commediografi è nei tre preziosi volumi di Mémoires et correspondance littéraires del Favart, pubblicati dal nipote (Paris, Collin, 1808). Dove si scorge con quanto affettuoso interessamento egli accompagnasse la varia fortuna del-