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134 ATTO PRIMO

SCENA VI.

Marianna e detto.

Marianna. Signore, non è più qui la padrona?

Filiberto. No, è partita poc’anzi.

Marianna. Con sua licenza. (in atto di partire)

Filiberto. Dove andate sì tosto?

Marianna. A rintracciar la padrona.

Filiberto. Avete qualche cosa di premuroso da dirle?

Marianna. Ci è una signora che la domanda.

Filiberto. E chi è?

Marianna. Madamigella Costanza?

Filiberto. Oh! è qui madamigella Costanza?

Marianna. Sì, signore, e giudico, venendo ella a quest’ora insolita, che qualche cosa di estraordinario la muova.

Filiberto. Eh! lo so io l’estraordinario movente. (ridendo) Dite a madamigella Costanza, che prima di passare da mia figlia, favorisca, se si contenta, di venir qui.

Marianna. Sarà servita.

Filiberto. Ehi! l’ufflziale è in casa?

Marianna. Non signore, è sortito.

Filiberto. Subito che egli viene, mandatelo qui da me.

Marianna. Sì, signore. Crede ella che parta oggi il tenente?

Filiberto. Sono persuaso che no.

Marianna. In fatti ha sì poca salute, che si precipita se si mette in viaggio.

Filiberto. Resterà. Guarirà.

Marianna. Per quanto gli s’abbia detto, vuole andare a sagrificarsi.

Filiberto. Non anderà. Resterà; resterà, e guarirà.

Marianna. Caro signor padrone, voi solo gli potreste dare la sua salute.

Filiberto. Io eh? La sapete voi pure la malattia del tenente?

Marianna. Io la so; e voi, signor, la sapete?

Filiberto. So tutto.

Marianna. Chi ve l’ha detto?