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396 ATTO SECONDO

SCENA II.

Lisetta contadina, con un cesto di roba,
inseguita da due Soldati.

Lisetta. Via, lasciatemi stare. Lasciatemi andare per la mia strada.

4. Soldato. Venite con noi, che starete allegra.

Lisetta. Che impertinenza è questa? Sono una fanciulla onorata.

5. Soldato. Che cosa avete in quel cesto?

Lisetta. Lasciate stare il mio cesto.

4. Soldato. Se avete roba da vendere, compreremo.

Lisetta. Non ho niente; non vi voglio vendere niente.

5. Soldato. Credete che non vogliamo pagare? Questi sono danari, e vendeteci quello che avete.

Lisetta. Ecco qui: ho del formaggio, della ova e delle frutta.

4. Soldato. Quanto volete di questo formaggio?

Lisetta. Tre paoli.

5. Soldato. E queste ova per quanto le date?

Lisetta. Ne do sei per un paolo.

4. Soldato. Di questo formaggio vi voglio dare quattro baiocchi.

Lisetta. Datemi il mio formaggio.

5. Soldato. Quattro baiocchi di quel formaggio? Avreste intenzione di ingannare questa buona ragazza?

4. Soldato. Cosa c’entri tu con i fatti miei?

5. Soldato. C’entro, perchè so che sei un birbante.

4. Soldato. A me birbante? Eh corponone! (mette mano alla baionetta)

5. Soldato. Eh sanguenone! (mette mano ancor egli alla baionetta; fingono volersi dare, e scappano portando via le ova e il formaggio.)

Lisetta. Le mie ova, il mio formaggio. Poverina me! mi hanno rubato la roba mia. Cosa dirà mia madre? Poverina me! poverina me! (piangendo)