Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/490

484 ATTO QUARTO
Madama. Orsù, mi avrete generosa e umana.

Un no il germano ad un mio sì non dice:
Seguitate ad amarvi, io pur ne godo,
E sarà il vostro cor per me felice.
Di far le nozze troverassi il modo,
Se ’l negasse il maestro, io vel prometto,
Preparate le destre al dolce nodo.
Ma sappiate ch’io pure ardo d’affetto;
E altri sponsali tollerar non voglio
Prima delle mie nozze in questo tetto.
E sia questa giustizia, oppure orgoglio,
Se la Venere son dei vostri amori,
Così comanda di Citerea il soglio. (via)
Filippino. Bella, bella davvero. I nuovi ardori
Quando son nati di madama in seno?
Rosalba. E soffrire dovranno i nostri cuori!
Filippino. Stiasi veder per qualche giorno almeno.
Rosalba. Non v’incresce aspettar? chiaro si vede
Che non penate, come dentro io peno.
Filippino. Ma se il maestro dell’amor s’avvede,
E la germana non abbiam seconda.
Dirà che al patto noi manchiam di fede.
E quel cervel che di rigori abbonda,
Troverà il modo di gettare il sasso,
E di nasconder la maligna fronda.
Rosalba. Anzi ch’ei possa giungere a tal passo,
Se i cori unisce il marital legame,
Non lo scioglie monsieur, nè satanasso.
Filippino. Soddisfare saprò le vostre brame...
Chi viene?
Rosalba.   Giuseppina, anch’essa credo
Abbia nel sen lo stesso bulicame.