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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/83


IL MEDICO OLANDESE 77

Se trattami cortese, mosso è da altra cagione.

Onesto è per natura; sa che m’offese a torto,
E di ottimi consigli preparami il conforto.

SCENA IX.

Monsieur Lass con madama Elisabetta, monsieur Taus con madama Federica, monsieur Mann e monsieur Paff con madama Giuseppina passeggiando il giardino, tenendo le donne la mano al braccio degli uomini; ed il suddetto.

Guden. Cari quegli amorini delle Veneri a lato!

Lass. (Mostrando a madama Elisabetta il foglio colle figure del circolo.)
Vedete? Ecco le prove le circolo quadrato.
Deve la linea B condursi al punto C,
E quella B e C infino al centro D;
E poscia intersecando dall’H infino all’I.
(camminando)
Elisabetta. Signor, non me n’intendo. Per or basta così.
Lass. Per via di quel triangolo si va alla quadratura.
Elisabetta. Con vostra buona grazia, quest’è una seccatura, (partono)
Taus. Il flusso ed il riflusso provien, signora sì,
Dal moto della luna. (camminando)
Federica.  Dunque, quand’è così, (e s.)
Essendo un po’ lunatico, voi, monsieur Taus, potete
Far crescere e calare il mar quando volete. (partono)
Paff. Il punto indivisibile siete voi, madamina.
Mann. Vedete quel Polacco? è un morto che cammina.
(partono)
Guden. Che impertinenza è questa? Voglia mi viene, affè,
Di far quell’insensato morir prima di me.
Ma no, Bainer m’insegna di usar la sofferenza.
Andiam nel di lui studio a udir la mia sentenza.