Apri il menu principale

Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/80

74 ATTO QUARTO

A me bastar non deve. Siam soli in questo loco.

Le luci di Marianna vi sembrano leggiadre?
Lasciate ch’io vi parli qual parlerebbe un padre.
Guden. Signor, a questa volta gente venir io vedo.
(guardando la scena)
Bainer. Indiscreti! A quest’ora? (come sopra)
Guden.  (Pavento il mio congedo).

SCENA VI.

Monsieur Mann, monsieur Lass, monsieur Taus, monsieur Paff e detti. Vengono tutti quattro a due a due colla solita serietà, e salutano senza parlare.

Bainer. Amici, compatite, se ora non son con voi.

Abbiamo un interesse da consumar fra noi.
Là sotto il pergolato vi son delle figliuole:
Siete persone oneste, godran di non star sole.
Lass. Bainer, ho gran bisogno di voi.
Bainer.  Per qual ragione?
Lass. Nel mio paralogismo evvi una sproporzione.
Del circolo trovata avrei la quadratura;
Un sol punto vi resta a compier la figura.
Lo cerco e lo ricerco, e ancor non lo trovai.
Bainer. Nessun l’ha ancor trovato; nol troverete mai.
Lass. Osservate, vi prego, se i miei lavor son strani.
(mette fuori un gran foglio pieno di figure)
Bainer. Monsieur Lass, non ho tempo; lo vederem domani.
Lass. (Lo guardi o non lo guardi, alfin poco mi affanna;
Vorrei trovar il tempo di chiedergli Marianna).
(da sè; si parte verso il fondo della scena)
Taus. Una parola sola. Aggiungo alla scoperta
Del flusso e del riflusso una ragion più certa.
Il mar ogni sei ore cresce e cala ogni dì,
Perchè quanto fu fatto, fu creato così, (parte seriamente)