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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/68

62 ATTO TERZO

Bainer. Se seguitate a bere, niuna vi prenderà.

Marchese. Acqua, acqua, signore, acqua in gran quantità.
Bainer. Qual ragione a quest’ora vi sprona a incomodarvi?
Marchese. Questo pensier di nozze... Bainer, ho da parlarvi.
Bainer. E venite a quest’ora?
Marchese.  Cosa volete fare?
Mi divertisco un poco. Oggi non vo’ pranzare.
Mangiar senza ber vino non può il stomaco mio.
Bainer. Se non pranzate voi, signor, vo’ pranzar io.
Marchese. Ma è presto ancor.
Bainer.  Da noi si pranza a mezzogiorno.
Di gente, d’ammalati, ho pieno il mio soggiorno.
Molti saran venuti da luoghi più lontani;
Signore, con licenza, ci vederem domani.
Marchese. Sentite una parola.
Bainer.  Vi domando licenza.
(in atto di partire)
Marchese. Ma io voglio parlarvi.
Bainer.  Ma questa è un’insolenza.
(parte)
Marchese. Centomila fiorini sarebbero un colpetto.
Se dirglielo non posso, gli scriverò un viglietto.
Eh, la dote, la dote, mi ha fatto restar muto;
E che ringrazi il cielo, che oggi non ho bevuto, (parte)

Fine dell’Atto Terzo.