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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/67


IL MEDICO OLANDESE 61

Pel tempo che hai perduto, vo’ donarti un fiorino.

Pettizz. Pagar per le parole non si usa in questo loco;
E se ho da vergognami, nol fo per così poco, (parte)

SCENA IX.

Il Marchese Croccante.

Che ti venga la rabbia, ragazzo impertinente!

Gli pare che sia poco un fiorin per niente.
Ma qui d’ungari e doppie si fa gloriosa pesca
A forza di salassi, a forza d’acqua fresca.
Sarà ben fortunato colui che la nipote
Pigliandosi di Bainer, avrà sì ricca dote.
Anch’io m’abbasserei, se la potessi prendere.
Già della nobiltade in casa ne ho da vendere.
Mi mancano i quattrini, e un poco di salute.
Qui c’è tutto: danari, donna, beni e virtute.
Eh! per mettermi in grazia del medico dabbene,
Mostrarmi rassegnato e docile conviene.
Bever acqua tutt’oggi, e anche doman, se vuole.
Centomila fiorini? son altro che parole.

SCENA X.

Monsieur Bainer ed il suddetto.

Bainer. Dunque il signor Marchese mi vuole in questa stanza.

Marchese. Amico, ho da parlarvi di cosa d’importanza.
Bainer. Vi prego di spicciarvi, perchè sono aspettato.
Marchese. Sappiate innanzi a tutto, che l’ordine ho osservato:
Che ho bevuto dell’acqua, e che in una parola,
L’acqua mi ha fatto bene. (Nè anche una goccia sola).
Bainer. Mi rallegro con voi. Seguite il sano avviso,
E svanirà col tempo la maschera dal viso.
Marchese. Coll’assistenza vostra spero di risanarmi.
E poi... non ho ancor moglie, e penso di ammogliarmi.