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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/65


IL MEDICO OLANDESE 59

Marchese. Brava!

Federica.  Il suo marchesato dev’essere in montagna. (parte)
Giuseppina. Avvezzo a conversare con gente di campagna. (parte)
Marchese. Oh che son spiritose!
Marianna.  Non trattasi così, (inchinandosi)
Marchese. Mi lasciate qui solo?
Marianna.  La porta eccola lì.
(parte, mostrandogli la porta di dove era venuto)

SCENA VIII.

Il Marchese Croccante, poi Pettizz.

Marchese. Non san che i lor mercanti conoscer le Olandesi:

Non san che cosa sia trattar con i marchesi.
Vonno dai loro amanti rispetto e servitù:
Non san che a noi è lecito qualche cosa di più.
Pettizz. Signor, dice madama...
Marchese.  Sentiamo il complimento.
Pettizz. Che abita il padrone nell’altro appartamento.
Marchese. È venuto?
Pettizz.  Verrà vicino al mezzodì.
Marchese. L’aspetterò.
Pettizz.  Comanda? (gli fa cenno se vuol andare)
Marchese.  Voglio aspettarlo qui.
Pettizz. S’accomodi.
Marchese.  Madama di Bainer è nipote?
Pettizz. Sì signor.
Marchese. Dimmi un poco. Averà della dote.
Pettizz. Non ha che lei al mondo, ed ha dell’oro assai.
Marchese. Che ne vuol far in casa? Non la marita mai?
Pettizz. Non so.
Marchese.  Quanto per dote sarà il suo assegnamento?
Pettizz. Ha tanto, che può fare un marito contento.
Marchese. Ci vuol poco. Secondo lo stato di chi prende.
Averà centomila?
Pettizz.  Oh, di più si pretende.