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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/59


IL MEDICO OLANDESE 53

Onde procede poi, che più della speranza,

Il provvido timore ci tiene in vigilanza.
Muoiono tutti due. Questo si vede spesso:
Finisce la speranza, ed il timore anch’esso.
Poi tutti due rinati. Con ciò spiegar s’intende
Di timor, di speranza le solite vicende.
Con quei che li alimentano, son per usanza ingrati.
Questo vuol dir, che gli uomini si trovano ingannati.
Dopo il timor taluno a trionfar si vede,
E dopo la speranza il piangere succede.
Volete voi conoscerli? Van sempre ad uno ad uno.
Sperar, temere a un tratto mai si è sentito alcuno.
Ora teme, ora spera, fan le passioni un gioco,
E quando una s’avanza, l’altra le cede il loco.
Son tutti due per tutto. Dove si troverà
Un uomo che non speri, un che timor non ha?
E non li vede alcuno. Si può per spiegazione
Dir che non son corporei, ma v’è un’altra ragione:
Che temendo e sperando ogni mortal s’affanna,
Ma non conosce il vero, perchè l’amor l’inganna.
Ecco spiegar l’enigma tentai donna qual sono;
Se malamente il feci, domandovi perdono.
Marianna. Bello, bello davvero.
Federica.  Bella composizione.
Giuseppina. Vo’ che me l’insegniate, ma colla spiegazione.
Elisabetta. Vi servirò, madama.
Carolina.  Sinora sono stata,
Madama, ad ascoltarvi colla bocca incantata.
Me ne consolo tanto; lasciate che vi dia
Su questa mano un bacio.
Elisabetta.  Oh no, figliuola mia.
(la bacia in viso)
Carolina. Che umiltà, che dolcezza! oh, che trattar cortese!
Oh, dove son le donne tutte del mio paese?
Mi comanda? la servo. (verso la scena)