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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/55


IL MEDICO OLANDESE 49

Marianna. Tenuta di madama ai grati sentimenti.

(s’alza un poco, inchinandosi)
Federica. Madama, al vostro ciglio la gioia è consueta.
Marianna. In compagnia sì bella non posso ch’esser lieta.
Federica. Troppo onor. (alzandosi e inchinandosi un poco)
Marianna.  Parla il core. (come sopra)
Elisabetta.  Madama è ognor garbata.
Vostra bontà, madama. Restate accomodata.
(s’alza e s’inchina, facendo lo stesso madama Elisabetta)
Federica. (Da una borsa che tiene al fianco, tira fuori una calzetta di seta, con i suoi ferri, e si pone a lavorare.
Giuseppina. Da una borsa che tiene al fianco, tira fuori la seta coll’ordigno per far gruppetti.
Elisabetta. Da una borsa che tiene al fianco, tira fuori qualche cosa di bianco da ricamare.

SCENA III.

Carolina e le suddette.

Carolina. (’Porta a madama J&Tarianna una picciolo rocca per filare bavella, e si ritira in disparte, ponendosi anch’elio a sedere, lavorando intorno a manichetti o cosa simile.)

Elisabetta. Bello quel bavellino! (a madama Marianna)
Marianna.  Lo crederete, amica?
Fra me e la cameriera, senza poi gran fatica,
Si è filato in un anno tanto bel bavellino
Per tessere un vestito.
Carolina.  Certo riuscì bellino.
Elisabetta. E che piacer si prova, quando a portar s’arriva
Cosa che da un lavoro fatto da noi deriva.
Tutto quello che occorre per me di ricamato,
Tutto è dalle mie mani trapunto e disegnato.
Marianna. Voi disegnate ancora?
Elisabetta.  Sì, madama, assai male.
Marianna. Oh madama, lo spirito in voi so quanto vale.