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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/49


IL MEDICO OLANDESE 43

Bainer. Parmi il rosso eccedente.

Marchese.  Sapete onde provenga?
Bainer. Esaminiam gli effetti, pria che alla causa io venga.
Dorme la notte?
Marchese.  Poco.
Bainer.  Gli serve l’appetito?
Marchese. Pochissimo.
Bainer.  Gran sete?
Marchese.  Son sempre inaridito.
Bainer. Bevere è necessario.
Marchese.  Bevo quel che bisogna:
Quattro bottiglie al giorno di vino di Borgogna,
Canarie tutti i giorni per confortare il petto,
E un peccher la mattina di rosolin perfetto.
Bainer. E poi mi domandate da che provenga il rosso?
Marchese. Ho un foco nelle viscere, cui tollerar non posso. (s’alza)
Bainer. Siete a digiuno ancora? (si alza)
Marchese.  Scesi alla Posta un poco;
Mi sentia per le membra ed alla testa il foco:
Presi un pezzo di pane con del botir salato,
E con del vin del Reno mi sono rinfrescato.
Bainer. Ecco la cagion vera del color porporino.
Marchese. Spropositi! nel volto ha da passare il vino?
Bainer. Oh sì signor; il sangue, d’atro color ripieno,
Ora v’infiamma il volto, e infiammeravvi il seno.
Marchese. Come ho da fare adunque a spegner la mia sete?
Bainer. Acqua, signor...
Marchese.  Io acqua? Acqua mi proponete?
Questa è di tutti i medici l’usata medicina:
Non mi credea che foste medico da dozzina.
Dell’acqua ad un par mio! acqua non assaggiai
Saran più di vent’anni, e non ne berrò mai.
E se miglior ricordo darmi voi non sapete,
Bainer, io non vi stimo quel medico che siete.
Bainer. Signor, vo’ soddisfarvi; ho un cantinin ripieno