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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/45


IL MEDICO OLANDESE 39

Mann. Favorite. (gli tasta il polso) È alterato.

Guden. Oimè!
Bainer.  Nol conoscete. È d’un uom spaventato.
(tastando il polso)
Mann. Bainer, anch’io son medico; ne vuò soffrire un torto.
Bainer. Quest’ammalato ho in cura.
Mann.  Quell’ammalato è morto. (parte)
Guden. Signor, per carità.
Bainer.  Figlio, non paventate.
È monsieur Mann il primo fra le teste ostinate.
É tal, che acciò un pronostico non gli andasse fallato,
Vorria, se fosse lecito, uccider l’ammalato.
No, timor non abbiate di morte o di deliro,
Sulla mia fede, amico, sull’onor mio.
Guden.  Respiro.
Bainer. Monsieur Lass colla mente che scrutiniar1 procura?
(a monsieur Lass)
Guden. Del circolo pretende trovar la quadratura.
Bainer. Ben; la trovaste, amico? (a monsieur Lass)
Lass.  Sì, quasi ad evidenza, (alzandosi)
Bainer. E su qual fondamento?
Lass.  Vado a far l’esperienza.
Bainer. Da superar vi resta qualche difficoltà?
Lass. Non la trovai del tutto, ma un dì si troverà.
(Così per me trovassi il cuor di sua nipote,
Che tanto mi par bella, ed ha sì bella dote!) (parte)
Bainer. Malagevole impresa.
Guden.  È una follia visibile,
Qual di chi vuol dividere il punto indivisibile.
Paff. D’algebra e d’analitica insegnan le bell’arti (s’alza)
Che ogni materia ha corpo, e che ogni corpo ha parti;
Che ogni picciola parte, dal corpo suo recisa,
Puol essere in più parti divisa e suddivisa;

  1. Così il testo.