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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/431


LA VEDOVA SPIRITOSA 423

Dite che siete libera nell’accettar partito:

Tre sono i concorrenti. Sceglietevi il marito.
Luigia. Son tre? Don Isidoro teste mi ha rinonziato.
Placida. Eh, son tre, sì signora; il terzo è l’avvocato.
Paoluccio. Cosa ho da dir, signore?
Placida.  Dirai ch’ella verrà,
E se don Fausto chiede...
Paoluccio.  Don Fausto, eccolo qua.
Placida. Sentendo il genio vostro, ei viene a bella posta.
(a donna Luigia)
Paoluccio. Dunque al signor don Fausto darete la risposta.
(parte)

SCENA IV.

Donna Placida, donna Luigia, poi don Fausto.

Placida. Accelera don Fausto per voi la sua venuta;

Mi rallegro che siate la bella combattuta.
Luigia. Non so che dir, germana; perchè non vi lagniate,
Parto senza vederlo.
Placida.  No, no, vo’ che restiate.
Luigia. E poi?...
Placida.  Fate ogni sforzo, che farlo io vi permetto.
(Vedrò se sia quel core volubile in affetto). (da sè)
Fausto. Eccomi d’ambedue sollecito al comando.
Placida. Cercavi mia germana; per me non vi domando.
Fausto. Due pretensor discesi nell’amoroso agone,
Attendon della pugna da voi la decisione.
D’ambi vi è noto il merto, d’ambi l’amor vi è noto:
Arbitra di voi stessa, date al più degno il voto.
(a donna Luigia)
Placida. Via, rispondete ai detti del mediatore, amico.
(a donna Luigia)
S’ella per rossor tace, io il suo pensier vi dico.