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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/36

30 ATTO PRIMO

Guden.  Pollono1.

Marianna. Da region sì lontana fin qua chi v’ha condutto?
Guden. Monsieur Bainer, madama, non trovasi per tutto.
Marianna. Vi ha egli soddisfatto?
Guden.  Dirò, per dir il vero,
Sembra che del mio male non prendasi pensiero.
Marianna. S’ella è così, signore, vivete in festa e in gioco.
Quand’ei non s’interessa, il male sarà da poco.
Guden. Ma esige un ammalato maggior compatimento.
Marianna. Che dato egli non v’abbia alcun suggerimento?
Guden. Ecco i consigli suoi: palazzo infra i giardini,
Amicizie, cavalli, conversazion, festini.
E all’ultimo, cred’io solo per beffeggiarmi,
Giunse a lodar perfino l’idea d’innamorarmi.
Marianna. Cotai medicamenti son ben particolari;
In bocca di mio zio sono estraordinari.
Egli però degli uomini è ben conoscitore;
Vi avrà con una occhiata letto perfin nel cuore.
Guden. Madama, ho già risolto prestar fede a’ suoi detti;
Vuò divertir lo spirito con piacevoli oggetti.
Marianna. Ite a cercar adunque ciò ch’ei vi suggerì.
Guden. Dove potrei andare per star meglio di qui?
Marianna. Sì, è ver, sono anche i libri un bel divertimento.
Guden. Ma di studiar per ora, madama, non mi sento.
Quel che provar può farmi lodevole il consiglio,
E l’amoroso sguardo di un sì amabile ciglio.
Marianna. Il ciglio mio, signore? Oh, giudicar conviene,
Che dello zio i consigli capiste poco bene.
Guden. Anzi, se mi approfitto di sì felice sorte,
Medico e medicina ritrovo in queste porte.
Marianna. Qual trovar medicina sperate in questo tetto?
Guden. Egli non disapprova un rispettoso affetto.
Marianna. Ma impiegarlo per chi?

  1. Così il testo, secondo la vecchia grafia.