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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/34

28 ATTO PRIMO

Bainer. E a me pel vostro male dunque chiedete aita?

Volete per guarirvi ch’io la richiami in vita?
Giovine appassionato, capite or le ragioni
Fondate, ragionevoli di mie interrogazioni?
Guden. Ma, signor, il principio puoi esser metafisico;
Ma il mal che ora m’affligge, è doloroso e fisico.
Si è tanto abituato, reso si è così forte,
Che adesso ogni momento minacciami la morte.
Bainer. Che morte? Che minaccie? Scacciate ogni timore;
Per questo mal, vi replico, al certo non si more.
Voi bramereste, il veggo, l’alta consolazione,
Che sopra il vostro male facessi una lezione
Coi termini dell’arte, con qualche anatomia,
Per render più confusa la vostra fantasia.
No, uditemi, signore: trattate il vostro male
Come un fanciullo armato, che l’inimico assale.
La spada può ferirvi, se gli esponete il petto,
Ma piccola difesa delude il giovanetto.
Tale dal mal potrete, volendo, esser oppresso,
Ma la difesa vostra è dentro di voi stesso.
Se la ragion si opponga al mal che vi fa guerra,
Ecco il bambino inerme, ecco la spada a terra.
Guden. Ma signor....
Bainer.  Ma signore, chi a me dal settentrione
Venuto è per consiglio, m’insulta, se si oppone.
Guden. Qualche medicamento almen per consolarmi.
Bainer. Eh ben, se vi guarisco, quanto volete darmi?
Guden. Signor, il sangue istesso darei per istar bene.
Ho lettere di cambio, so quel che far conviene.
Bainer. Saranno le cambiali, sarà il vostro danaro
Opportuno al rimedio, che darvi or mi preparo.
Uditemi: prendete nei borghi al rio vicini
Comodo albergo e lieto, in mezzo a bei giardini.
Una conversazione trovatevi gioconda.
Vivete cogli amici a tavola rotonda: