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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/307


IL CAVALIER DI SPIRITO 299

Florida. Ma la giurata fede non val più dell’anello?

Claudio. È ver, ma l’infelice oggi non è più quello.
Voi prometteste a un uomo di geniale aspetto:
Reso difforme in volto, può meritare affetto?
Se meritar lo puote la sua virtù, lo credo:
Voi pur di virtù piena ancor l’amate, il vedo.
Ma siete voi sicura d’amarlo ognor vicino,
Ad onta dell’insulto, che fecegli il destino?
Espor la vostra pace vorrete al pentimento,
Or che dispor potete con libero talento?
Sareste un’infelice, e tal sarebbe ei stesso,
Geloso con ragione, sofistico all’eccesso;
E della pietà vostra cortese al di lui stato,
In mezzo ai benefici vi diverrebbe ingrato.
Pur troppo van le donne incontro a mille affanni,
E crescono le noie col crescere degli anni;
Ma almen par che più tardi la femmina si penta,
Quando d’aver goduto un giorno si rammenta.
Ma se nel dar la mano a piangere è sforzata,
Come sperar può mai godere una giornata,
E come compatita può mai esser dal mondo,
Chi vuol sagrificarsi delle sventure al pondo?
La compagnia, direte, di un uom discreto e saggio
Può rendere felice qualunque maritaggio;
Ma dicovi, signora, che amor prende partenza,
Quando non vi si unisca un po’ di compiacenza.
Bello godersi un sposo, senza poter mirarlo!
Soffrirlo colle piaghe, e aver da medicarlo!
Parlovi non per brama che mia voi diveniate;
Da me, sprezzato a torto, amor più non sperate.
La carità mi sprona a dir mio sentimento;
La femmina ostinata risolva a suo talento.
Florida. Dunque la mia promessa più in suo favor non regge?
Claudio. Siete per tal evento assolta da ogni legge.
Il povero don Flavio, che il volto ha rovinato,