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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/301


IL CAVALIER DI SPIRITO 293

Florida. Chi mi proponereste?

Conte.  Oh oh! non tanta fretta.
Non nascono i mariti tra i fiori e tra l’erbetta.
Se fosse necessario di darvelo sì presto,
Potrei difficilmente rendervi paga in questo.
Florida. Se in città non volessi cercar lo sposo mio?
Conte. Altri qui non vi sono fuor che don Claudio, ed io.
Florida. Un di voi due non basta?
Conte.  Don Claudio può bastarvi.
Florida. Voi non sareste al caso?
Conte.  Non so di meritarvi.
Florida. Lasciam le cerimonie; s’io fossi fuor d’impegno,
Il cuor di donna Florida di voi sarebbe indegno?
Conte. Nè voi siete nel caso di farmi la proposta,
Nè io mi trovo in grado di darvi una risposta.
Florida. Voi mi sprezzate adunque.
Conte.  Son uom che dice il vero;
Quando non vi stimassi, vi parlerei sincero.
Florida. Se di me stima avete, perchè negarmi un sì?
Conte. È ver che dirlo è vano, prima che giunga il dì.
Florida. E se quel giorno arriva, che par lontano ancora,
Ricuserete il laccio?
Conte.  Risponderovvi allora.
Florida. Questo è il rimedio adunque, che medico pietoso
Offriste al male interno, ch’io vi teneva ascoso?
Conte. Ora che il mal conosco, e la cagion ne sento,
Godo che giovar possavi un mio medicamento:
Ma quando l’ammalato ha imbarazzato il seno,
Il balsamo talvolta convertesi in veleno.
Fino che sposo avete vivo, robusto e sano,
Straniera medicina sperar potete invano.
Lasciate che col tempo l’impegno e la ragione
Aiuti la prudenza a far la digestione.
Non vuò che una lusinga faciliti l’accesso
D’un male, ch’è pur troppo comune al vostro sesso;